Ma il coaching… può aiutare chi ancora studia?
Ma il coaching… può aiutare chi ancora studia?

Ma il coaching… può aiutare chi ancora studia?

Stamattina mi è venuta in mente questa domanda…

Fra qualche giorno migliaia di studenti di tutte le età torneranno fra i banchi di scuola e nelle aule universitarie, per continuare un percorso di educazione e formazione che si spera possa prepararli alle sfide della vita, nel lavoro e nella società, in famiglia e con gli amici. Tuttavia il passaggio dall’essere adolescenti al sentirsi giovane adulta/o comporta una serie di domande, riflessioni, dubbi e incertezze per il futuro e magari un’aiuto al chiarimento delle proprie aspirazioni potrebbe essere utile.

Personalmente da giovane ho affrontato i miei studi universitari senza esser passata da un “ufficio di orientamento”, già al liceo avevo una forte motivazione e una fervente passione per l’architettura e per tutti gli aspetti ad essa connessi e questo mi è bastato per sostenere e risolvere tutte le problematiche insite nel lungo percorso fino al raggiungimento dei miei obiettivi.

Tuttavia oggi, vuoi per le differenti e parcellizzate (forse troppo) specializzazioni di ogni settore e disciplina, vuoi per i mutamenti occorsi nella società durante gli ultimi quaranta anni, forse il coaching può rivelarsi un valido strumento di supporto anche per chi ancora studia e si prepara per l’avvenire.
Il coaching accademico o lo sviluppo personale possono offrire numerosi benefici agli studenti di diversi livelli, già a partire dai liceali e fino agli studenti universitari.

Anzitutto nella definizione degli obiettivi che dovrebbero essere sempre chiari e realistici per il loro percorso di studio e strettamente connessi alle proprie attitudini; essi possono riguardare sia gli aspetti accademici che quelli personali.
Un coach può anche essere utile a collaborare con gli studenti per sviluppare abilità di studio efficaci, aiutandoli a identificare le loro modalità di apprendimento preferite, a migliorare la gestione del tempo e ad adottare strategie di studio più efficaci.

Il coaching può anche contribuire a rafforzare la motivazione degli studenti e a costruire la fiducia in se stessi. Affrontare sfide accademiche può essere difficile e un coach può fornire il supporto emotivo necessario per superare ostacoli e sviluppare una mentalità positiva, funzionale anche ad una migliore gestione dello stress: gli studenti spesso affrontano pressioni legate agli studi; il supporto di un coach può aiutare gli studenti a mantenere un equilibrio sano tra gli impegni accademici e la vita personale.

Un aspetto molto importante del coaching accademico è legato all’orientamento professionale: per gli studenti universitari, il coaching può aiutare nella pianificazione della carriera e dunque nell’orientamento professionale. Un coach può collaborare con gli studenti per identificare le loro passioni, abilità e obiettivi professionali e migliorando le abilità comunicative degli studenti, sia a livello accademico che interpersonale, può portare benefici in attività come presentazioni, colloqui o interazioni con insegnanti e compagni di studio.

Consapevolezza di sé: un coach può aiutare gli studenti a sviluppare una maggiore consapevolezza di sé stessi, comprese le proprie forze e le aree di miglioramento. Questa consapevolezza può essere preziosa per prendere decisioni informate riguardo agli studi e alla vita in generale, per arrivare a una pianificazione del proprio futuro: il coaching, aiutando gli studenti a definire obiettivi a lungo termine, porta anche a sviluppare un piano d’azione per raggiungerli.

Dunque sì, personalmente penso che oggi più che in passato il coaching può essere uno strumento efficace per migliorare le abilità accademiche, gestire lo stress e sviluppare un approccio più positivo e orientato al successo nei confronti degli studi.